Imparare a leggere e a fare i calcoli per gestire il proprio lavoro, acquisire le competenze di un mestiere, affrontare un tirocinio o trovare il sostegno necessario per vivere in autonomia. Sono esperienze molto diverse, ma tutte raccontano quanto possa essere importante avere accesso agli strumenti e alle opportunità necessari per valorizzare le proprie capacità e costruire il proprio futuro.
Non tutti, però, partono dalle stesse condizioni. Per molti giovani e donne in situazioni di vulnerabilità, trasformare le proprie aspirazioni in realtà richiede un percorso fatto di formazione, esperienze lavorative e accompagnamento, nel rispetto delle esigenze e dei tempi di ciascuno.
È da questa consapevolezza che nasce «Il futuro comincia da una possibilità», la Campagna di Natale 2026 di Fondazione Marcegaglia, che invita a sostenere progetti di istruzione, formazione professionale, inserimento lavorativo e autonomia in Italia, Ruanda e Pakistan.
Imparare: nuove competenze, nuove prospettive
In Ruanda, imparare un mestiere può rappresentare il primo passo verso l’indipendenza economica. È ciò che accade al Marcegaglia Vocational Training Centre (M-VTC), il centro di formazione professionale sostenuto da Fondazione Marcegaglia nel Distretto di Bugesera, dove ragazze e ragazzi possono acquisire competenze in diversi settori, dalla sartoria alla saldatura, dall’edilizia alla meccanica.
Dal 2022, anno di avvio del progetto, il centro ha formato oltre 800 giovani, attraverso percorsi collegati alle esigenze del mercato del lavoro locale.
Tra loro c’è Rosalie, che ha scelto di studiare sartoria per trasformare in una professione una passione coltivata da tempo. Per lei, la soddisfazione più grande è «riuscire a prendere un modello che ho in testa e farlo diventare vero». Oggi sta svolgendo un tirocinio presso un’azienda, dove continua a perfezionare le proprie capacità.

Il suo desiderio è avere un giorno una macchina da cucire e avviare un’attività propria. Sa che serviranno tempo e risorse ed è pronta, se necessario, a lavorare come dipendente per risparmiare quanto occorre.
In Pakistan, attraverso Aagahi – Vite Illuminate, l’apprendimento assume una forma differente. Il programma, realizzato da The Citizens Foundation, offre alle donne che non hanno avuto accesso all’istruzione di base la possibilità di imparare a leggere, scrivere e fare calcoli, acquisendo conoscenze utili nella vita quotidiana. Per facilitare la partecipazione anche nelle comunità in cui gli spostamenti sono difficili, le insegnanti vengono selezionate all’interno delle comunità stesse, creando un ambiente di apprendimento più accessibile e familiare.
Dal suo avvio nel 2004, Aagahi ha formato 293.000 donne, raggiungendo anche comunità rurali e territori nei quali l’accesso all’istruzione femminile incontra ancora numerosi ostacoli.
Zarina, una delle partecipanti, realizza Rilli, le tradizionali coperte trapuntate a mano. Prima di frequentare il programma doveva affidarsi ad altre persone per gestire le spese e i guadagni della sua attività. Oggi riesce a calcolare autonomamente il costo dei materiali, tenere traccia dei pagamenti e comunicare con maggiore sicurezza con i clienti.
Zarina vuole ora ampliare la propria attività e condividere questa esperienza con altre donne: «Voglio continuare a imparare, diventare sempre più autonoma e incoraggiare altre donne a ricevere un’istruzione e a sviluppare ulteriormente le proprie competenze».

Lavorare: trasformare le capacità in opportunità
Acquisire nuove competenze è importante, ma poterle utilizzare in un contesto professionale rappresenta un passaggio altrettanto significativo. È questo uno degli obiettivi di Drittofilo, il laboratorio di sartoria sociale gestito dal Centro Antiviolenza di Mantova e sostenuto da Fondazione Marcegaglia, che offre alle donne opportunità di formazione e inserimento lavorativo all’interno di percorsi più ampi di autonomia.
Qui Satara, 24 anni, arrivata dall’Afghanistan attraverso i corridoi umanitari, ha trovato la possibilità di dare continuità alla propria passione per la moda e il design. Attraverso un tirocinio formativo sta ampliando le competenze che già possedeva e imparando a svolgere nuove attività, tra cui la vendita.
Per Satara, il lavoro ha un significato che va oltre l’aspetto economico: «Per me il lavoro significa avere una maggiore indipendenza economica, sentirmi utile e avere più fiducia nelle mie capacità».
Il suo obiettivo è continuare a crescere professionalmente, raggiungere una maggiore stabilità e costruire una vita indipendente. Drittofilo le offre un contesto in cui coltivare queste aspirazioni, valorizzando le capacità e la determinazione che porta con sé.

Ripartire: il tempo e il sostegno per ritrovare autonomia
Per una donna che ha vissuto una situazione di violenza, raggiungere l’autonomia può richiedere un accompagnamento che prosegua anche dopo la conclusione del percorso presso un Centro Antiviolenza. A Casalmaggiore, In Rete per l’Autonomia sostiene le donne in questa fase attraverso percorsi personalizzati di accompagnamento socioeducativo e semi-autonomia abitativa.
Come spiega Greta Savazzi, coordinatrice generale del Centro Antiviolenza MIA di Casalmaggiore, non esiste una soluzione valida per tutte: «Non esiste un percorso uguale per tutte: ogni progetto deve partire dai bisogni, dalle risorse, dalle difficoltà e dai tempi della singola donna».
È il caso di Andrea, nome di fantasia scelto per tutelarne l’identità, che dopo essere uscita da una situazione di maltrattamento domestico ha intrapreso un percorso di ricostruzione della propria autonomia.
Insieme alle operatrici, ha scelto inizialmente di concentrarsi sul lavoro, avviando un tirocinio che le ha permesso di acquisire nuove competenze e ritrovare fiducia nelle proprie capacità. L’esperienza si è poi trasformata in un contratto a tempo indeterminato. Successivamente, grazie al progetto, Andrea ha potuto iniziare un percorso di semi-autonomia abitativa, sperimentando la gestione di uno spazio proprio e delle responsabilità quotidiane.
Per Andrea, poter vivere in uno spazio proprio è una parte essenziale di questo percorso. Come racconta lei stessa, significa avere «uno spazio tutto mio, in cui non mi sento più controllata, giudicata o condizionata». Le sue parole mostrano perché l’autonomia non riguardi soltanto il lavoro o la casa, ma anche la possibilità di tornare a compiere le proprie scelte.

Questo Natale, aiutaci a rendere concreta una possibilità
Le storie di Rosalie, Zarina, Satara e Andrea nascono in contesti differenti, ma condividono un elemento fondamentale: ciascuna ha potuto trovare, attraverso la formazione, il lavoro o l’accompagnamento, strumenti utili per dare forma alle proprie aspirazioni.
Con la Campagna di Natale 2026, Fondazione Marcegaglia invita a sostenere questi percorsi, contribuendo alle attività di formazione professionale in Ruanda, all’alfabetizzazione delle donne in Pakistan, alla formazione lavorativa presso Drittofilo e all’accompagnamento verso l’autonomia delle donne a Casalmaggiore.
L’obiettivo della raccolta fondi è di 40.000 euro. Grazie al modello adottato dalla Fondazione, il 100% delle donazioni viene destinato ai progetti, mentre i costi generali sono sostenuti dai fondatori.
Ogni contributo può aiutare a creare le condizioni perché una persona possa imparare, lavorare e costruire il proprio percorso con maggiore autonomia.
Il futuro comincia da una possibilità. Questo Natale, aiutaci a renderla concreta.
