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Marina Serri volontaria in Rwanda

Da inizio luglio Marina Serri, pittrice originaria di Carrara, si trova in Rwanda come volontaria della Fondazione Marcegaglia. Marina, che ha esposto le sue opere nelle più importanti gallerie italiane ed europee ha deciso di dedicare la sue estate alla comunità di Rilima, insegnando quello che sa fare meglio: l’arte del disegno e della pittura. Alla scuola cattolica Saint Al-Bert sono 78 i bambini e adolescenti che seguono il suo corso estivo.

L’Africa ha sempre avuto un posto speciale nel cuore di Marina come ci racconta: “La luce, l’immensità del luogo, gli animali e la consapevolezza di essere in uno dei continenti più antichi del nostro pianeta e di farne parte; ti fa sentire come se ne facessi parte. Questo è il motivo per cui mi sono sempre sentita attratta dall’Africa – dice – Ero già stata in Egitto, Marocco, Tunisia, Kenya, Zimbabwe, Namibia e Sud Africa.”

E’ la prima volta però che si dedica ad un periodo di volontariato sul continente: “Sono qui perché conosco Chiara Alluisini, nata anche lei a Carrara e Segretario Generale di Fondazione Marcegaglia. È la prima esperienza di questo tipo per me anche perché non è facile trovare una ONG che sostenga un progetto di insegnamento del disegno e della pittura. È un’esperienza unica per me – sottolinea la pittrice con entusiasmo – Ero già stata in Africa, ma insegnare ogni giorno e costruire una relazione con i miei studenti è un’esperienza completamente diversa. È una nuova esperienza anche per loro, stiamo sperimentando insieme per la prima volta questo tipo di progetto; gli studenti sono molto curiosi e desiderosi di provare; sono molto educati, prestano molta attenzione e dicono sempre “grazie”.

Il suo impegno però non finisce qui come ci racconta: “Sto anche cercando di trovare fondi per comprare una mucca per un orfanotrofio a Kigali dove le suore si prendono cura di 27 bambini sieropositivi”, aggiunge Marina che è stata conquistata dal calore e dalla cordialità dei bambini.

Nel suo primo mese a Rilima ha iniziato a conoscere questo paese e soprattutto i giovani. Il Rwanda è un paese in cui le nuove generazioni stanno cercando di aiutare il loro paese a svilupparsi: “Certo, i giovani ruandesi sono interessati a visitare l’Italia e l’Europa – dice la pittrice – ma solo per scopi turistici o di studio. Non vogliono restare lì. Questo paese è caratterizzato dalla sua grande dignità. La proprietaria del bed and breakfast dove ho soggiornato durante la mia prima settimana a Kigali ha lavorato a Roma per 20 anni ma ha deciso di tornare e aprire la propria attività. Si può vivere comodamente qui, ammirando mucche e capre nei campi al tramonto e svegliarsi al suono del gallo al mattino. Uno ha bisogno di molto poco per essere felice. Al contrario, siamo noi a vivere una vita frenetica in Europa. Qui, sono in pace e mi sento utile”.

Marina Serri tornerà a Carrara il 5 settembre.