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La Fondazione sostiene progetto CRISALIS

Quest’anno Fondazione Marcegaglia, in linea con la propria mission di sostegno ed empowement delle donne, ha scelto di sostenere con un contributo un nuovo progetto. Si tratta di CRISALIS (Creative Initiatives in Social enterprises for Assistance, Labour Integration and Self- development), un progetto europeo finalizzato all’integrazione sociale e all’indipendenza economica di donne vittime di tratta a scopo sessuale.

All’interno di questo intervento, due giovani imprese sociali Quid (Italia) e Makers Unite (Paesi Bassi), con il know-how di The Language Project (Grecia), si impegnano a dare concrete opportunità lavorative, integrate da seminari di espressione creativa e opportunità di co-creazione a 12 donne (8 in Italia, 4 nei Paesi Bassi) con l’obiettivo di facilitare la loro piena integrazione nella società ospitante. Attraverso seminari, un blog collaborativo e campagne sui media il progetto ha anche lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica al tema della tratta di esseri umani a scopo sessuale.

All’interno del progetto, la cooperativa Quid di Verona, focalizzata nell’inclusione lavorativa di donne svantaggiate attraverso la moda, si occuperà in particolare di realizzate una collezione di accessori su misura, progettata dalle beneficiarie, che celebrerà il contributo della creatività all’integrazione, all’empowerment e all’equità nel mercato del lavoro.

Attraverso il contributo di Fondazione Marcegaglia sarà possibile realizzare una misurazione qualitativa e quantitativa dell’impatto dell’intero progetto attraverso il coinvolgimento diretto delle beneficiarie in laboratori di espressione creativa e il metodo photovoice che raccoglie le testimonianze delle donne in merito al loro vissuto, il loro viaggio, e alla loro percezione di alcuni temi come l’emergenza odierna e la solitudine.

L’emergenza Coronavirus ha chiaramente avuto un impatto anche sullo svolgimento di questo progetto, ma abbiamo ricevuto da Anna Fiscale, la presidente della cooperativa Quid, buone notizie sull’attività sartoriale. Grazie all’intraprendenza della cooperativa è stato possibile trasformare la situazione critica di chiusura in un’opportunità per far ripartire la produzione e continuare a dare lavoro alle donne coinvolte. Nel laboratorio infatti, è stato nei giorni scorsi messo a punto un modello di mascherina protettiva riutilizzabile in tessuto anti-microbico e anti-goccia e ci sono già ordini per 110.000 pezzi da parte di enti pubblici, enti assistenziali e dalla grande distribuzione. Nel frattempo, nonostante la chiusura dei punti vendita della cooperativa, è possibile acquistare i prodotti sartoriali attraverso l’e-commerce del sito www.progettoquid.it