Sostenere l’autonomia femminile non significa soltanto finanziare un progetto. Significa creare condizioni concrete perché una donna possa ricostruire la propria vita, accedere a un lavoro stabile, ritrovare fiducia e indipendenza.
È questa la logica che guida la partecipazione di Fondazione Marcegaglia al Fondo Restart Italia, uno strumento promosso da Fondazione Opes-Lcef che mette a disposizione capitale paziente a tasso zero per cooperative sociali impegnate nel contrasto alla violenza di genere e nella promozione dell’empowerment femminile.
Dal 2022 a oggi sono 12 le cooperative sostenute, per un investimento complessivo di 530.000 euro. Si tratta di un modello circolare: le risorse restituite vengono reinvestite a favore di nuove realtà, alimentando un processo continuo di sviluppo sociale.
Nel solo 2025 le cooperative supportate hanno creato 836 posti di lavoro stabili per donne e generato un fatturato complessivo di 37 milioni di euro. Un dato che dimostra come inclusione e sostenibilità economica possano rafforzarsi reciprocamente.
Tra le realtà recentemente entrate nel Fondo figurano la Cooperativa sociale EVA, attiva in Campania, e la Cooperativa sociale Madre Teresa, con sede a Reggio Emilia: due esperienze diverse per territorio e storia, ma accomunate dall’impegno quotidiano nel sostenere donne in situazioni di fragilità e nel trasformare l’accoglienza in percorsi concreti di autonomia.
Cooperativa sociale EVA: dalla protezione alla rinascita
Oltre l’accoglienza: costruire autonomia
Nata nel 1999 a Santa Maria Capua Vetere, la cooperativa EVA opera da oltre venticinque anni per prevenire e contrastare la violenza maschile contro le donne. Oggi gestisce 5 Centri Antiviolenza e 3 case di accoglienza tra le province di Caserta e Benevento. Solo nel 2024 sono state 806 le donne accolte e accompagnate in percorsi di protezione e fuoriuscita dalla violenza.

Ma per EVA la protezione non basta. Senza autonomia economica, il rischio di vulnerabilità rimane.
Per questo, accanto ai servizi di ascolto e tutela, la cooperativa ha sviluppato attività imprenditoriali in beni confiscati alla criminalità organizzata: il laboratorio culinario Le Ghiottonerie di Casa Lorena, il laboratorio sartoriale EVA Lab, la gestione delle buvette del Teatro Mercadante e del Teatro San Ferdinando. Nel 2025 queste attività hanno garantito occupazione stabile a 22 donne sopravvissute alla violenza
Come spiega la Presidente Daniela Santarpia, l’occupazione rappresenta uno strumento concreto di dignità e ricostruzione personale. Il modello scelto dalla cooperativa non punta alla massimizzazione del profitto, ma alla qualità, alla formazione e alla relazione: il tempo della produzione resta tempo umano, non solo produttivo.
In Campania, dove il tasso di occupazione femminile si attesta al 32,2% (Eurostat, 2024), tra i più bassi in Europa, creare opportunità di lavoro per donne in uscita dalla violenza significa intervenire su una delle principali cause di dipendenza economica.

Il Giardino delle Camelie: lavoro, cultura e rinascita
Grazie al contributo di 40.000 euro erogato attraverso Restart Italia, nel 2026 prenderà forma “Il Giardino delle Camelie”, un bistrot culturale e inclusivo all’interno del Parco della Reggia di Caserta, Patrimonio Mondiale UNESCO.
Il progetto prevede la rifunzionalizzazione di uno spazio che diventerà non solo un luogo di ristorazione, ma un ambiente di formazione e inserimento lavorativo. Almeno 8 donne in uscita da situazioni di violenza potranno intraprendere un percorso professionalizzante strutturato, acquisendo competenze spendibili e confrontandosi con un contesto aperto al pubblico.
Per EVA, trasformare un bene culturale in uno spazio di autonomia significa restituire bellezza e opportunità alla comunità, generando valore sociale oltre che economico. Un modello che intreccia legalità, impresa sociale e inclusione, dimostrando che anche in territori segnati da profonde disuguaglianze è possibile costruire percorsi di rinascita sostenibili nel tempo.
Il lavoro di EVA dimostra che contrastare la violenza significa anche costruire alternative concrete: l’uscita dalla violenza non si misura solo nella protezione, ma nella possibilità reale di scegliere il proprio futuro.
Cooperativa sociale Madre Teresa: accoglienza che diventa libertà
Il lavoro come passaggio trasformativo
La cooperativa sociale Madre Teresa nasce nel 2001 a Reggio Emilia con l’obiettivo di promuovere l’accoglienza e l’empowerment delle donne, sostenendo al tempo stesso la genitorialità e il benessere di bambine e bambini.
Nel 2024 sono state 271 le persone accolte tra donne sole e nuclei mamma-bambino. Questo risultato è stato possibile grazie alla stretta collaborazione con i servizi sociali e sanitari del territorio, uniti da una visione condivisa: integrare l’accoglienza abitativa con percorsi di accompagnamento educativo e orientamento al lavoro.
Per la cooperativa, il lavoro non è solo una fonte di reddito: è un passaggio di libertà. Significa poter gestire in autonomia le proprie risorse, rafforzare la consapevolezza delle proprie competenze e guardare al futuro con maggiore stabilità. Come sottolinea la Presidente Lisa Vezzani, l’acquisizione di competenze professionali – insieme a traguardi come la patente di guida o un contratto stabile – rappresenta per molte donne un momento di svolta nel percorso di autonomia personale e familiare.
Mani in Pasta: quando l’inclusione diventa impresa
Dal 2010 il laboratorio artigianale “Mani in Pasta” è il cuore produttivo della cooperativa. Nato come percorso formativo, oggi è un’attività strutturata che impiega stabilmente 12 donne con contratto a tempo indeterminato.
Produce pasta fresca e specialità reggiane, anche senza glutine, riconosciute dal Ministero della Salute. Qui la qualità non è solo gastronomica: è organizzativa, professionale, relazionale. È la dimostrazione concreta che inclusione e sostenibilità economica possono coesistere.
Accanto al laboratorio, un servizio interno di orientamento accompagna le donne nella formazione e nell’ingresso nel mercato del lavoro, creando connessioni con aziende del territorio.

Casale Alma: autonomia e comunità
Grazie al contributo di 40.000 euro attraverso Restart Italia, la cooperativa avvierà la ristrutturazione di un ex agriturismo nel Parco della Musica di Correggio, che diventerà “Casale Alma”.
La struttura potrà ospitare fino a sette nuclei mamma-bambino, offrendo accoglienza, accompagnamento socio-pedagogico e percorsi di formazione. Gli spazi saranno aperti anche alla comunità, favorendo l’incontro tra impresa e inclusione.
Per Madre Teresa, autonomia significa intrecciare protezione e opportunità: non solo accogliere, ma creare le condizioni perché ogni donna possa lavorare, scegliere e restare protagonista del proprio percorso.

Un investimento che genera comunità
Le esperienze di EVA e Madre Teresa mostrano che l’autonomia non nasce solo dalla protezione, ma dall’integrazione tra accoglienza, formazione e lavoro. Quando questi elementi si tengono insieme, il cambiamento diventa stabile.
Restart Italia rende possibile questo processo, trasformando risorse economiche in opportunità concrete per le donne e in valore condiviso per i territori.
Sostenere insieme il cambiamento
Il sostegno alle cooperative sociali attraverso Restart Italia si inserisce nell’impegno continuativo di Fondazione Marcegaglia per promuovere percorsi di autonomia economica e sociale delle donne.
Investire in realtà capaci di coniugare accoglienza, formazione e lavoro significa creare condizioni strutturali di inclusione e contrastare la violenza di genere in modo concreto.
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